![]()
|
Un'ottima annata
|
Un'ottima annata quella che si prospetta, sulla scia della precedente; per il numero di iscritti, ma soprattutto per l'elevata qualità del programma e la caratura dei relatori. Ripartono ad ottobre le attività di Scuola aperta Valchiavenna. Siamo giunti alla tredicesima edizione ed il successo non manca. Trecento e cinquanta iscritti l’anno scorso, un numero che si spera di uguagliare quest’anno; ma, soprattutto, il segno che la scuola riesce a venire incontro ad alcuni bisogni fondamentali: cultura, socialità, intrattenimento. Il tutto, con serietà e senza pretese. Il programma di quest’anno è particolarmente nutrito e di livello che non è immodesto definire alto. Quattro personalità di richiamo nazionale, al di là della fama mediatica, in grado di aiutarci a riflettere su temi ed argomenti di forte spessore, oltre che di stretta attualità. Don Colmegna, per sollecitarci a battere la paura, che viene diffusa a piene mani, e ad arte, in dosi mediaticamente massicce nella nostra società con evidenti intenti di strumentalizzazione; Gherardo Colombo, per parlarci delle regole, l’unico paradigma in grado di consentire ad una società di reggere l’urto disgregante dell’individualismo; Giovanni Bachelet, per sottolineare quanto serva oggi una pedagogia sociale che rivaluti con forza i concetti di cittadinanza e di legalità; Aldo Bonomi, per aiutarci a capire cosa diavolo stia avvenendo in questo nostro Nord, lacerato tra spinte di progresso e rigurgiti di regressione civile e politica. Un blocco di incontri avrà come cornice unificante il mondo del monachesimo con la sua azione plasmante di uno degli aspetti della cultura e della società europea. Un incontro con don Xeres; una carrellata per immagini sulle abbazie d’Europa; un film; e una riflessione conclusiva sul dove sta andando questo vecchio continente nel suo sforzo di diventare nuovo. Storia locale con Guglielmo Scaramellini e Giovanni Giorgetta sulla logistica ai tempi dei Grigioni ed il crollo del mito di Piuro. Poi, l’ambiente alpino attraverso la fotografia di Luca Merisio; la salute con Cristina Colombo, primario del S. Raffaele di Milano; l’arte con Aldo Zanghieri. A tenere il posto della letteratura e della scrittura narrativa, Andrea Fazioli ci porterà nel suo Ticino dove sono ambientati i suoi romanzi. Un incontro sarà dedicato al tema dell’accorpamento amministrativo, con riflessioni di carattere teorico, ma soprattutto con il resoconto di esperienze pratiche, come quella della vicina Bregaglia, dove l’esperimento è già stato messo in atto. A chiudere la cornice, le proposte di attività formative esterne: Dürrenmatt al Teatro Carcano e Beethoven all’auditorium de laVerdi di Milano. E le due uscite culturali, che completeranno l’attività di riflessione avviata con alcuni incontri: l’Alto Adige con le sue abbazie e Merano; il vicino Canton Ticino con i castelli di Bellinzona, di recente inseriti nel novero dei siti patrimonio dell’Unesco. Una serie di proposte in grado di offrire un panorama articolato ed ampio di spunti per la riflessione. Con la speranza che possano essere in grado anche questa volta di soddisfare i gusti ed i bisogni del maggior numero di persone possibile. |