Confini e frontiere
Incontro con Kossi Komla-Ebri

Scrittore migrante

 


  Atteso. Affascinante. Stimolante. 11 gennaio 2006.
Il dott. Kossi Komla-Ebri a Chiavenna.
Scrittore migrante, così si definisce sul suo sito web (www.kossi-komlaebri.net) . E si resta intrigati da quella parola "migrante", che suggerisce alcune riflessioni. Su questa ed altre parole, perché le parole sono la chiave di tutto.
La parola!
Occorre trovare le parole per progettare l'imprevedibile", dice Komla-Ebri.
L'importanza della parola! E' la parola che è all'inizio di tutto.

Scrittore migrante.
Nella nostra lingua ci sono diverse parole per descrivere questa categoria: emigrante, emigrato, che sembrano concetti più legati allo spazio.  "Colui che lascia la propria terra in cerca di un'altra".
Migrante è qualcosa di più, se non di diverso. Suggerisce una dimensione più dinamica, meno geografica.
Il migrante è colui che ha che fare con le frontiere, è un uomo di frontiera.
Ecco un'altra parola su cui riflettere: la frontiera.
Gli antropologi distinguono tra confine e frontiera. Il confine indicherebbe un limite, una linea da non superare, mentre la frontiera richiama una fascia di territorio dove le diversità si fanno fronte, si confrontano. Il confine è rigido, la frontiera fluttuante.
Ora, se guardiamo alla storia, all'evoluzione umana utilizzando queste due categorie, potremmo dire che l'evoluzione è stata un lungo e faticoso, mai terminato, accidentato percorso per superare i confini ed aprirsi al mondo della frontiera.
Il confine è qualcosa di primitivo, di istintivo, di viscerale, di esclusivo (nel senso che esclude). Il "termen" della nostra cultura contadina. Tracciare confini è relativamente facile, perché asseconda l'istinto naturale. E gli strumenti del confine sono la lotta per spostarlo e presidiarlo. La guerra.
La frontiera rimanda piuttosto a qualcosa di razionale, di rielaborato, di pensato, di negoziato a fatica con se stessi e con gli altri. Abitare la frontiera costa fatica perché i suoi strumenti sono il dialogo, il negoziato, la diplomazia. Il confine è rendita. La frontiera è investimento e progetto.
Oltrepassare il confine per aprirsi alla frontiera. E' questo il progetto dell'umanità. Continuare quel percorso iniziato millenni fa, quando l'uomo abbandona i confini della foresta e inizia l'avventura della migrazione.
Passare dall'istinto, dal pre-razionale alla riflessione, alla ragione. Passare dal viscerale al razionale; dalle viscere al cervello. Possibilmente passando per il cuore.

E' per riflettere insieme su questi temi che abbiamo invitato a Scuola aperta il dott. Kossi Komla-Ebri.
Scrittore migrante.