CRANNA
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Cranna sorge su uno stretto terrazzo lungo la sponda destra della val Bregaglia, sopra Prosto di Piuro, a dominare il palazzo Vertemate sottostante. Riesce difficile immaginare come il villaggio si sia potuto sviluppare in una ristrettezza di territorio così pronunciata: in una striscia di terra, sopra una balza, vi hanno trovato posto una chiesa, dedicata a S. Giuseppe, una scuola, un complesso di edifici nemmeno tanto accavallati, un torchio comune, un cimitero e qualche slargo, a simulare una sorta di spazio sociale, che con un po' di fantasia potrebbe assomigliare ad una piazzetta. |
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La tipologia architettonica è dominata dai due elementi tipici dell'architettura locale povera: il sasso a vista e la lobbia in legno. Alle due estremità del paese, si innalzano due edifici imponenti, rispetto alla modestia della altre case: più di due piani, facciate intonacate, a segnare un punto di non ritorno, una discontinuità marcata con la tipologia precedente. Con quella, soprattutto, degli edifici in cui le funzioni sono ancora suddivise tra l'abitare e il produrre: stalla al pian terreno e abitazione al piano superiore. |
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Della storia di Cranna, non si sa molto. Il nome, secondo alcuni, starebbe a significare "sole che nasce". C'è anche chi ha favoleggiato di fondatori del paese come di persone perseguitate, o addirittura di fuorilegge. Nel Settecento vi vivevano più di 100 persone; popolazione che già nel primo dopoguerra si era ridotta ad un terzo. A fine Ottocento, la scuola raccoglieva più di 20 bambini. Ma nei primi decenni di questo secolo venne chiusa e gli scolari trasferiti nella sottostante Borgonuovo. Fino a qualche anno fa era ancora possibile intravedere tra le pareti pericolanti la lavagna e i banconi di legno. E la chiusura della scuola segnò, come in molte altre realtà montane, l'inizio della fine. |