GLI ALPEGGI
| L'alpeggio ha rappresentato un momento importante nell'esperienza rurale della nostra valle, creando un paesaggio che ancor oggi è chiaramente leggibile sul territorio. In una valle segnata dai nomadismi stagionali, l'alpe costituiva il terzo gradino, sopra le colture dei cereali a bassa quota e dei maggenghi a mezza montagna. Si tratta di gradini che hanno strutturato una mentalità diversa da quella del contadino che operava solo nel piano. Il doversi spostare nel corso dell'anno implicava una capacità di progettazione e di manutenzione delle dimore diverse e delle attività, sconosciuta all'uomo della pianura. Si pensi all'elasticità mentale necessaria per impostare lavori diversi in luoghi diversi, spesso in momenti coincidenti. Quando si taglia il secondo fieno sul maggengo, bisogna scendere in fondovalle a mietere; poi, quando si risale in alto a ricondur le bestie dall'alpe sul maggengo più basso, c'è la raccolta delle patate e subito quella delle castagne; in primavera i lavori di sarchiatura si sovrappongono ad altri.
Era veramente un lavoro di coordinazione produttiva notevolissima, rispetto al quale il contadino del piano aveva problemi molto più semplificati.
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| Si è trattato di un'esperienza rurale che ha, però, trovato limiti pesanti nella morfologia del terreno e nello spezzettamento della proprietà, nella parcellizzazione fondiaria. Questo aspetto negativo è stato mitigato nell'esperienza dell'alpeggio dalla presenza di alcune forme comunitarie di gestione: le proprietà consortili, il "prestito" del latte per consentire la "casada" a turno, ne sono alcuni esempi. Resta il fatto che si tratta di un'esperienza che non è andata mai al di là del concetto di produzione di autoconsumo. E di questa mentalità non si può non tener conto anche oggi, quando si cerca di spiegare le difficoltà dell'organizzare la produzione agricola in modi e forme più moderne. Un'esperienza che, comunque, ha consentito alla valle di superare i momenti più tristi della sua storia: le guerre, le carestie, le epidemie. |