Già da qualche giorni che hò ricevuto la tua lettera, et ora sono ha dirti che adesso son qui ancora nei ranci di una famiglia Svizzera ha mungere fino dei primi di Marzo, perchè in St. Francisco quest'inverno ho visto che si quadagnava poco, però di salute stava più bene in Città che qui; qui son posti come la da noi gio al pian di basso, e poi il lavoro è nemmeno da dirsi, che in un mese che son qui son venuto soltanto pelle e ossa.
(Lettera del 9.4.1902)
Qui all'intorno ci si trova anche Primo C. a lavorare e siamo cinque ore di treno lontani di città, ci costò un po' il viaggio, ma almeno ora abbiamo lavoro per tutte e due, non come in città che ci regna solo miseria, sia di lavoro, sia di tutto.
( Lettera del 20.9.1908)
Sfortunata sono nata e sfortunata morirò. Sono ammalata. stò scriverti queste parole nel letto. Oh la febbre di malaria gastiga, vomiti e tutto cose ed è già un 10 giorni. Telegraforono, e fecero venire il medico 2 volte pagare 20 lire per volte senza le medicine. Mi a fatto le punture, e perciò il braccio mi è venuto tutto nero, ora non so come andrà.
( Lettera del 10.10.1911)
Ora sono nella grande ansiosa America. É 4 giorni che sono insieme la mamma, ma io hogià il posto di andare. Siamo stati 15 in mare, 6 giorni e 6 notti in treno. 21 in tutto il viaggio. Io sono stata la più in salute che c'era ho soferto niente io erocontenta invece zia C. ha sofferto molto che primi giorni non mangiava più niente io non sapevo più cosa farne.
(Lettera del 19.3.1915)