La documentazione raccolta finora raggiunge il numero di circa 600 lettere. Si tratta di testi che non permettono di ricostruire totalmente il fenomeno dell'emigrazione transoceanica. Consentono, però, di capire come esso veniva vissuto dai protagonisti. Sono elementi importanti per cercare di definire un quadro psicologico. Non è la quantità dei dati che, qui, è rilevante. E' la qualità. E da questo punto di vista il quadro che se ne ricava è abbastanza completo.

Le lettere alle quali si fa riferimento negli estratti qui presentati sono documenti scritti, che conservano, però, vistose tracce della cultura orale. Gli emigranti pensavano in dialetto e, poi, traducevano in italiano i loro pensieri.

Nasce di qui quel modo di scrivere che, forse, può far sorridere per gli strafalcioni, le improprietà, gli errori. Ma, non è in questa luce che questi testi vanno letti.

Sono una testimonianza dall'interno, da parte di chi l'ha vissuta sulla propria pelle, di una vicenda che, nel bene quanto nel male, ha segnato quell'enorme trasformazione, economica, sociale e culturale, che ha consentito all'Italia nell'ultimo secolo di trovare un suo posto nel mondo.